E’ questo il titolo di una canzone nata dalla grande sensibilità artistica di Maria Giovanna Goduti, in arte semplicemente MG GODUTI: “L’Ultima lacrima” è un brano che lei stessa si è sentita di realizzare e che con l’aiuto della sua autrice Sonia Bellin, ha saputo raccontare una storia intensa e di grande amore tra un padre e suo figlio. Incisa in pochissimi giorni, tale intensità già racchiusa nelle parole del testo, ha trovato la sua massima espressione nella splendida voce di MG. Una voce che l’artista ha affinato con il tempo grazie allo studio perseguito con impegno e grazie ad un timbro, la cui opacità, risplende di luce propria. E non è un caso se il brano è stato scelto per il nuovo talent show in onda a dicembre sulle reti Mediaset e che vedrà Maria Giovanna esibirsi e dimostrare live, la potenzialità della sua voce e della sua interpretazione. Del resto non poteva essere altrimenti, dato che “L’ultima lacrima” ha preso diretta ispirazione da Mg stessa. Si tratta della storia raccontatale da un suo caro amico che ha commosso il cuore di Maria Giovanna, la quale  non ha saputo trattenere tutte le emozioni che le parole del ragazzo avevano trasmesso in lei e che per questo, ha deciso di trasmettere poi al pubblico, attraverso una canzone che con l’aiuto della sua autrice e del suo arrangiatore, ha saputo riportare e ripercorre la vita e la speranza di un giovane pizzaiolo e di suo padre. Un legame tra due proprietari di un forno, “Il montepeloso”, ma soprattutto tra un padre che, troppo presto ha lasciato il figlio, su quel letto d’ospedale, lasciando scorrere le lacrime su di sé e su quel figlio che gli stava accanto e che li teneva la mano.

Lacrime che però il figlio non ha saputo in quel momento esternare, che sono rimaste lì, all’interno di un’anima trafitta dal dolore : “E questo dolore che affonda nel buio, della notte sembra il preludio, io lo tengo nascosto dentro, fino a che ti resto accanto”.Sono trattenute fino alla fine queste lacrime, che traboccano il suo cuore fino a che, “L’ultima lacrima”, quella riesce a cadere…quella lacrima che davanti a lui non era scesa è ora lì che sgorga dalla sua anima, fino a risciacquarla dal quel dolore finora assorbito dal figlio.  Un figlio che ora si ritrova a prendere le redini di un forno, che il padre aveva aperto in quei favolosi anni ’60, e che di quel tempo, riporta ancora oggi in voga l’entusiasmo che ora Francesco, distribuisce con altrettanta gioia pensando a quando era più piccolo: ”Alla gente dicevi, sarà lui il mio bastone…con occhi di un padre, l’orgoglio di trovare se stesso nel proprio figlio” Ed è anche grazie a questa storia allora se Maria Giovanna Goduti ha inciso questo brano, che sarà pubblicato il 23 Luglio su etichetta Visory Records e che MG porterà ad IBAND, il nuovo talent show in onda a Dicembre  su La5: sarà una  grande occasione per Mg Goduti di potersi confrontare con altri cantanti e soprattutto, con artisti affermati della musica italiana: Silvia Salemi, Sal da Vinci e Marco Carta, i quali avranno il compito di valutare le esibizioni dei talenti in gara…E allora teniamoci pronti a tifare Maia Giovanna con “L’ultima lacrima”questa sua canzone che dopo aver commosso lei e  lo stesso protagonista Francesco, senza dubbio commuoverà anche gli esperti e il pubblico presente.

 

Ebbene si!!!!

Queste sonore ultime notizie che circolano intorno al Fabrizio Corona Nazionale che tutti lo conoscono come un noto imprenditore nell’ ambito della fotografia spesso sulle testate di tanti giornali per fatti noti.

Fabrizio Corona sembra abbia deciso di intraprendere la stessa carriera di Gianluca Vacchi senza abbandonare il suo lavoro facendo cosi accrescere ancor di più la sua notorietà.

Ma cosa ne penseranno gli addetti alla Night Life di fronte di questa notizia?

A Breve pubblicheremo le date delle sue serate sulle nostre News restate connessi

 

Team Visory Records

 

Spotify è il servizio di streaming leader mondiale, che offre contenuti provenienti da major ed etichette indipendenti.

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L’Amnesia di Ibiza è pronto a portare grandi novità in questa stagione: presentata un nuovo party chiamato Pyramid.

Dopo esser rimasto orfano della crew Cocoon  il club di Ibiza ha annunciato di aver messo in scaletta per questa stagione un nuovo party il lunedì sera.

Sulla pagina Facebook di Amnesia è stato rivelato che questo evento si chiamerà Pyramid e si svolgerà dal 4 giugno al 24 settembre con cadenza settimanale.

Il mantra di Pyramid è quello di far tornare ad una vecchia atmosfera le feste di Ibiza. Con un particolare tipo di energia concentrata esclusivamente sulla musica e sulla pista da ballo, fin troppo bistratta in questi ultimi anni.

Si annunciano inoltre decorazioni ed esibizioni che combineranno materiali organici con illuminazione e scenografia ad alta tecnologia conferendo una nuova esclusiva e creativa atmosfera al club.

Musicalmente però c’è ancora molto mistero attorno a Pyramid. Quello che sarà lo stile musicale e quelli che saranno i DJs non è ancora stato rivelato. Voci di corridoio parlano di un Ricardo Villalobos non intenzionato a seguire la famiglia Cocoon al Pacha, il quale preferirebbe l’Amnesia come casa.

Il Dj e producer cileno potrebbe quindi diventare il padrone del nuovo lunedì sera del club di San Rafael. Ma la cosa non finisce qui: si vocifera anche un possibile coinvolgimento in questo progetto di Carl Cox.

Nei prossimi giorni sapremo meglio e con più certezza quale sarà e da chi sarà composta  la nuova proposta dell’Amnesia.

C’è chi parlava di un ritorno momentaneo del vinile e chi di un fenomeno circoscritto e riservato ad una platea di pochi appassionati; invece gli ultimi trend a livello globale parlano chiaro: il buon vecchio disco è tornato e guida le classifiche dei supporti discografici.

Dopo il record di vendite registrato lo scorso anni e la conferma sul gradino più alto della classifica dei formati anche sul marketplace di Discogs alcuni recenti studi di settore delineano una crescita senza sosta del vinile, l’unico supporto in grado di scalare e sopravanzare nel Regno Unito il download digitale.

Il particolare momento di rilancio che sta attraversando l’industria fonografica e, di riflesso, tutto il suo indotto potrebbe essere tuttavia messo in discussione dalla politica incontrollata dei prezzi dei dischi in vinile e, in particolare, dal loro incremento direttamente proporzionale alla ritrovata popolarità del formato analogico.

Tale fenomeno che potrebbe coinvolgere a breve tutta l’industria rischia di risentire di un’ulteriore effetto in termini di prezzo, ancora da valutare, dato dalla ripresa della stampa in vinile anche da parte dei colossi della discografia.

Alle etichette indipendenti che hanno fatto da apripista negli ultimi anni, infatti, ora anche le major sono pronte a far rientrare i polimeri di lacca nera nei loro cataloghi.

Risale a pochi giorni fa l’annuncio della Sony Records della ripresa della stampa degli album in vinile dopo circa 30 anni, da quando il formato venne definitivamente abbandonato in favore del cd.

I primi due dischi del catalogo Sony torneranno disponibili in vinile dal prossimo 21 marzo.

L’operazione commerciale, che segna un’inversione di tendenza del mercato, prende le mosse da attente riflessioni industriali e di marketing da parte dei principali player; basti pensare che l’ultimo rapporto dell’associazione discografica giapponese ha certificato che nel 2017 la produzione di dischi in vinile è decuplicata rispetto al 2009.

Dopo 3 decenni, quindi, il formato digitale che sembrava aver messo definitivamente fine al concetto di riproduzione analogica subisce l’effetto di un clamoroso ritorno, dovuto tanto al fascino vintage quando alle dimensioni dell’oggetto vinilico, al design delle copertine e ad una fruibilità meno fredda e più umana.

Caro vinile

Il ritorno del vinile come prodotto di nicchia negli scaffali dei negozi è ripreso agli inizi degli anni duemila con un freddo scetticismo, ma ha subito una decisa impennata grazie allo streaming; quest’ultimo aprendo il mercato verso un nuovo servizio anziché su un prodotto/formato alternativo a quelli esistenti ha progressivamente decretato la crisi del cd, già minacciato dal download, specie da quello illegale.

Oggi è proprio il disco compatto la specie in via d’estinzione: è di questi giorni l’annuncio, sempre da casa Sony, che la storica fabbrica di Terre Haute (Indiana) sarà progressivamente dismessa, decretando così la chiusura della produzione di supporti digitali negli Stati Uniti da parte dalla label.

Il vinile invece, sta tornando prepotentemente di moda recuperando quel fascino di oggetto unico e irriproducibile, spostando l’attenzione dal semplice file audio al concept vero e proprio che avvolge il prodotto, dal booklet all’artwork fino al colore della lacca, conferendo al disco quel valore emozionale che si traduce anche in valore economico.

In questo nuovo mercato resistono i principali distributori del retail on-line i quali riescono a contenere, seppur di poco, i prezzi praticati al dettaglio ma i confronti, caso per caso, talvolta fanno prevalere il piccolo esercente specializzato o il negozio di quartiere come soluzione più conveniente; anche perché in quest’ultimo caso la fidelizzazione di lungo periodo con il cliente può influire positivamente in termini di prezzo.

La scorsa settimana CTV Television Network, uno delle più importanti media company canadesi, ha diffuso i dati di un rapporto sui prezzi di 33 e 45 giri sul mercato locale e nordamericano, realizzato intervistando anche alcuni addetti ai lavori ed esperti di settore.

Le motivazioni che sono state date al progressivo aumento del prezzo dei vinili dai 10-15 dollari agli attuali 30 nel corso degli ultimi 5 anni variano dall’obsolescenza tecnica della filiera produttiva a fattori che esulano da considerazioni di carattere tecnologico, vale a dire la naturale inclinazione dei produttori a cavalcare la riscoperta commerciale del formato; strategia, quest’ultima, che rischia di far innalzare i prezzi al punto tale da mettere in crisi i terminali della vendita, vale a dire i negozi, e da ultimo a scoraggiare i consumatori.

Secondo lo studio canadese, infatti, sono stati proprio i rivenditori a lanciare i primi segnali di allarme, evidenziando la difficoltà nel mantenere cataloghi esaustivi in grado di fare fronte alle richieste di una clientela sempre più esigente, facendo fronte a prezzi proibitivi.

Alcuni negozianti hanno dovuto operare una scelta difficile per arginare il caro listini dei fornitori, decidendo di limitare l’acquisto a dischi che non superino il prezzo base di trenta dollari.

Secondo Greg Tonn, storico DJ radiofonico canadese e proprietario del negozio Into The Music dal lontano 1987, tra le cause del rincaro dei vinili c’è proprio l’orientamento delle case discografiche ad approfittare dell’unico supporto che ancora riporta il segno più sul mercato.

caro vinile

Anche in Italia la vendita del vinile, in particolare del segmento delle ristampe, conferma la tendenza positiva registrata già negli ultimi 5 anni.
I dati pubblicati a inizio anno da Nielsen dimostrano come le vendite del vinili in Italia rappresentino il 14% dei formati fisici distribuiti nel 2017 con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente.
Il nostro è il quinto mercato europeo dopo Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi e il settimo al mondo.

Tuttavia l’attuale aumento dei prezzi potrebbe convincere molti ascoltatori a rinunciare anche a questo supporto, qualora la spesa per attingere ai cataloghi e completare le proprie collezioni, rischiasse di diventare proibitiva, mettendo così in difficoltà un settore che stava dando segnali di sensibile ripresa.

E’ prevista l’apertura di una nuova sede del Bar Rotterdam Club: il locale avrà una capienza di 1500 persone e sarà suddiviso in due aree.

E’ prevista per la metà del prossimo anno, l’apertura di un nuovo club a Rotterdam.

Il locale sarà suddiviso in tre aree di cui una polifunzionale, avrà una capienza tale da poter ospitare 1500 persone e sorgerà proprio sulle rive del fiume Nieuwe Maas.

L’idea di aprire un nuovo club nella quale sarà possibile divertirsi ed ascoltare della buona musica elettronica arriva dal collettivo De Maatschappij Voor Volksgeluk che è già alla direzione di un’altra nota realtà olandese: BAR Rotterdam Club.

Il cofondatore Kristian De Leeuw ha confessato in una recente intervista di aver progettato una seconda rinascita per il Bar Rotterdam Club, il progetto è stato ideato dieci anni fa e ha il chiaro obiettivo di offrire al pubblico musica di altissima qualità in un ambiente accogliente ma che allo stesso tempo richiami la scena underground locale.

Si pensa già infatti, ad una programmazione più importante con artisti dai grandi nomi, ma allo stesso tempo Kristian De Leeuw afferma che cambierà anche la frequenza con la quale sarà aperto il locale, dovendosi infatti concentrare sulla pianificazione di eventi dalla grossa portata, le porte del BAR Rotterdam Club resteranno chiuse più spesso nel weekend, garantendo però la possibilità di accedervi il giovedì con serate più tranquille e tradizionali che richiamano quello che è il format originale del club.

Bar Rotterdam Club

Non ci resta che far scorrere questo 2018 e attendere notizie dell’apertura del Bar Rotterdam Club.

Se sei un appassionato della dancefloor e sei alla continua ricerca di club da esplorare, dai uno sguardo a questo nostro articolo sarà come avere una macchina del tempo e fare un giro veloce nei migliori club di sempre.